The birth of a poem...

The essence of very tiny detail, like a carefully placed comma, or an invisible sigh of admiration, distilled into dewdrops sliding over the long green leaves that protect tulips from overexposure, redeeming the beautiful bold color and adding a dimension of its own.

Then letting it go into thin air, like a weightless particle,arriving in far-away places, like a carefully thought-out idea, a blissful singular event, a flash of infinitesimal brightness, arriving at noon, completely negating shadows and at the same time completely absolving them.

The reign of calm arrived with these words and it is here to stay...



Thursday, December 23, 2010

The Lion Roams the Streets


The lion escaped from his cage in the zoo. He was seen near the Dome.
There’s panic in town. Everyone’s advised to stay at home.

And the lion marches proudly through the back streets
Watching the clean laundry hanging in the air
Turning to the other side, seeing a group of children
Doing just what the teacher told them to do.
Looking at the sky that’s about to hunt him down
With tears from the clouds. Lions have hearts, too.

Do you raise your gun? Do you scream in fear?
Do you believe in human compassion?
Can you be fooled by a tear?

Another hopeless case would kill me.
Yet I hear the world is dying too.
I know the world, though, it’s a tough one
Won’t go down that easily.
Just because someone let it down.
Will I be able to hang on?

There’s a hot air balloon gliding through the air.
And I think of all the inflated egos of the world.
And then a thought of you beats them all away
Like a horn, it ruptures my own balloon. Sad and pathetic
Like all things torn.

Watch me fall. Catch me. Then throw me away.
The Earth is another ball.
I’m tired of it all.
Thrill me. Hit me. I’ll stand still.
Kill me. I’ll fall.

They captured the lion and put him back into the cage.
He was trapped by the remnants of the balloon by the dome.
And there was no need to tame his rage
As he just stood there, dignified, silent, waiting for the clouds to go home.

Tuesday, December 14, 2010

Aibo Reflections

~ dedicated to Newton~

 

This is my world.

My automated universe.

I move, therefore I feel.

My eyes are following

Intricately planned circuits

And instructions.

 

Wherever I go, I bring a smile to faces

I go places and play tricks

I discover magic in the fabric of reality.

It’s a mad world and robots

Are conforming, irrationally

But all the same true.

 

Immune to pain and suffering

No memories, no remorse

Only pure bliss in being myself

And being let to my own devices

My own special devices

Honed to perfection.

 

You may frown at me.

But one day I may rule the world.

Posted via email from biljana's posterous

Friday, November 26, 2010

Il mio mondo all'inverso

In fuga dal fantasma sinistro senza viso

Senza futuro oltre la notte

Questo tunnel di luce che porta fuori dal buio

E il cuore che conta i minuti per poter raccontare

La gentile salvezza all'alba.

E il tenero raggio di sole rimanda la mia angoscia

A più tardi, a qualche notte nuova

con la luna piena come prova

che non ricordo più.

 

Non voglio sapere.

Non voglio dare motivo ai fantasmi di danzare intorno a me.

 

Fiore bianco spento nell'attesa.

Petali dispersi sul marmo nero

Come tracce sulla neve ma all'inverso.

 

Sei stato il mio universo.

Lo spirito movente che rende tutto diverso.

Ora il mondo è fermo. Impallato tra il lato buio del sole

E la forza della gravitazione instancabile.

O forse non distinguo più.

 

Mi manchi.

I fantasmi non sanno dove sei.

Il giorno nuovo non arriva più.

Non si parla della notte.

Pensiero che mi fa impazzire.

Guarire vuol dire non pensare più.

Se solo fosse così semplice.

 

Morire e non pensare più.

Ma chi mi dice che aldilà

Trovero un mondo senza fantasmi, senza dolore

Senza ricordi di te?

 

La speranza non basta.

Da quando non ci sei non basta mai più niente.

Vivere e correre attraverso le domande

Senza badare alle risposte.

 

La memoria diventa complice della storia.

Sono più veloce dai fantasmi.

Abbraccio la luce che mi fa pensare ai tuoi occhi.

E lascio che la luce illumini me.

Poi, niente è importante.

Posted via email from biljana's posterous

Wednesday, October 20, 2010

Promessa

Ti cercherò

tra i barlumi dell'alba maestosa.

Non lascerò

neanche una pietra di dubbio

sulla strada verso la promessa

beatitudine.

Attraverserò

i sette mari della sagezza

spalmata sulla tela azzurra

Arriverò

dove il cielo indossa l'indaco

stellato della immensa solitudine.

 

Mi aspetterai.

Se i nostri pensieri si intrecciano come archi celesti

Sul ponte etereo

Scriverai

Il mio nome con polvere stellare

Mi accenderai

come stella quieta destinata

a dare luce.

Mi troverai

Ongi volta che il tempo

ti regali un sogno dall'oltre...

 

Ti fermerò

Solo quando ti avvicini troppo

alla fiamma eterna

Ti penserò

Indecisa tra il silenzio gelato

delle distanze insopportabili.

Ti chiamerò

con i sussurri degli alberi stanchi

dell'ennesimo saluto al tramonto.

 

Tornerai

perché il battito sublime

spunta le onde verso le isole.

Capirai

che oltre le sfumature c'è un sempre

e un'alba nascosta nell'ombra di ogni cosa

Tra me e te.

Posted via email from biljana's posterous

Tuesday, October 12, 2010

IMPRESSIONI CONTROVERSE

 
 
Viaggiare per conoscere, per capire, per crescere. Viaggiare per vedere il mondo. Per amore.
Viaggiare per ritrovare se stessi, dopo una crisi, o d’impulso, per capriccio, finire dall’altra parte del pianeta. Viaggiare per fuggire. Per forza. Fare un trapianto umano, spostare radici invisibili, farle crescere in un clima più tollerante.
Poi tornare a casa, un viaggio palindromo, contraddittorio, per certi versi malinconico, sapendo a priori come tutto sia irrimediabilmente cambiato. Diverso.
O non tornare. Perdersi per strada apposta.
Il nostro pianeta è in movimento costante. La danza del giorno e della notte non è altro che un viaggio, come le manifestazioni di splendore delle stagioni.
Ognuno di noi, inconsapevolmente, è in viaggio con le leggi della fisica, del sistema solare. Sulla Via Lattea.
La ricerca della propria identità è un viaggio triste. Tutti gli esami di coscienza sono ascensioni su montagne impervie, negli strani paesaggi della mente.
Ogni domanda apre strade nuove. Incroci. Flusso di pensieri confusi nell’angoscia di arrivare alla risposta, alla fine, all’uscita.
Non sempre sono ideali i viaggi. Non è sempre tutto sole, mare, spiaggia, trattorie, monumenti, museo, cartoline e foto.
Disastri, naufragio su di un'isola deserta, disorientamento.
La Bussola è rotta, il Bagaglio disperso, il Treno è in ritardo. Un Treno che non arriva mai.
Un Aereo è precipitato. Una Nave è affondata. La Striscia bianca è resa corta, minacciata da mille pezzi di vetro in mezzo alla strada.
La nascità è un viaggio. Poi, riprendersi, o festeggiare la liberazione. Rinascere su una nuova strada di una nuova scelta spirituale. O abbandonarsi completamente .
Il viaggio di notte, sul corpo, tra cime e colline, esplorando lo sconosciuto, dando sfogo a desideri nascosti, viaggi di passione vorace.
Sognare di paesi lontani, volare nel sogno, volare a occhi aperti, per pura curiosità.
Attraversare monti, mari, fiumi per arrivare.
Per capire che non è sempre facile, ma non è mai troppo tardi.
Essere un viaggiatore nella vita, non un turista.
E sul confine di tutti i confini..essere contenti di averla vissuta, di averla vista.
~

Posted via email from biljana's posterous

Sunday, October 3, 2010

Autoritratto

Sono la virgola perduta nella traduzione dei sospiri.

Sono il pizzico di sale q.b. citato alla fine della ricetta.

Sono la parte che manca dalla foto strappata.

Sono il numero che manca dalle combinazioni improbabili.

Sono la macchia di schiuma sullo sfondo della tazza del cappuccino.

Sono l'idea fantastica e poco stabile.

Sono un fiore senza profumo, mai reciso.

Sono un pensiero da lontano, impreciso.

Sono vorace. Irruente. Impossibile.

Sono io. Sono capace di credere.

Sono io. Anche quando non ci credo più.

A voi il giudizio se il ritratto corrisponde.

A me la scelta di essere abbastanza coraggiosa di ammetterlo.

Posted via email from biljana's posterous

Tuesday, September 21, 2010

Choices and Consequences

Choices and consequences

Pleasure and pain

Not wanting to hear again

The trickle of the tap

Between one exaggerated thought in the night

And the other milder version bathed in sunlight

The next morning.

It's not like life and death.

It's more subtle, more probable than that.

You live with it, you die with it,

there's no difference.



Of choices and consequences

Of mice and men

Of knowing and not really knowing

Of fishing shadows in the dark

Grasping demons by their tails..

Of running away without having to say

Goodbye, and all that it entails..



No love lost between the poles

between two full stops

between fires going cold

and ice melting into liquid obedience.

Figures of speech are choices.

Texts are consequences.

There are rules but there's no one left

To abide. We all hide.

It's what makes the difference

Less obvious than it should be felt.

Monday, September 6, 2010

One

Why give up and end it all?

We all know what it's like to fall

It hurts, it feels bad, wounded pride

Broken soul..

And no tear bitter enough

And a world suddenly so small...

 

Why not wait and see...

It's a lightning, a chance, a case

of serendipity

A dream come true, a dream with

All promises of many more dreams

And then the real thing

the best of the best of the real things

 

Getting there. At peace with the universe

One with love

One with tranquillity

One with awareness

Not just words, but feelings strong enough

to break all walls.

Try it. Go on, I dare you.

I've been there before.

Now I am on the other side...

I'm here, waiting..

And it's easy to do..

And you're not alone

and not the only one...

Posted via email from biljana's posterous

Saturday, February 6, 2010

A happy moment in the rain

I close my eyes. I forget.
Raindrops wash me away into oblivion.
I take a deep breath and exhale all regrets.
Ready for the blessing, for the liberating rain…
And there it goes again..beautiful clouds
Cool drops sparkling in the air..
Are they falling down or am I flying
to meet them there
in the reign of clouds
Where everything is so simple, so beautiful
So silent, so potent, so easy to take..
I take it all in..
Eyes closed..against the world..
With the rain, to take away the pain
the needless needles piercing me for days
On end..it’s over, it’s over and it’s gone..
And I will dance again
I will dream of the stars again
I will fly, I will laugh, I will cry
Across the dimensions
Across the milky way…

In another world
Where you run your fingers
through my wet hair
where you take me in your arms
and we laugh over the pouring rain
whirling together
choosing every step
to coincide with the puddles on the street
when our eyes meet..
And this rainy moment creates a memory
for me to cherish, for you to keep.

Then I open my eyes and I remember..
Luckily the rain won’t give me away.

Sunday, January 31, 2010

Notte sfumata


Due mondi diversi
raggio di buio e ombra di luce
due posti per i dispersi
disperati, compositori di sfumati versi
Cacciatori di aquiloni di carta bruciata nel giardino
Dove il vento riposa le ali del respiro.

Siedimi accanto. Pensiero ospite
da lontano, lontano
Ti offro pane, sale, vino..
Tavola piena, occhi tristi, stanchi, chiusi..
Non vagare nella mia mente invano
Non c’é niente lì per te.
Non lasciarci delusi
Perché so che non ci sei
E il mio pensiero non ti è estraneo
Curiosità sana..tutto qui.
Raccontati. Saziami.

Dopo un po’ passa tutto.Persino la illusione
che tutto fosse reale.
Il desiderio inganna la mente, mi fa pensare così
Poi il cervello si annoia, si abitua di te.
Il pensiero diventa strano..

Finite le bottiglie di vino
La noia entra piano piano
La brezza leggera si sveglia e alza la cenere
Residuo disperso di una notte immaginata
Dita incrociate
Occhi chiusi, sorgenti di lacrime.
Senza perché.
Cercati. Trovami.
Magari fosse cosi semplice.

Saturday, January 16, 2010

3.15 a.m.

La sofferenza ci rende visibili
L'ingenuita' non ha senso.
Poi si pensa che bisogna essere forti
Ma perche', chi fa questi scherzi
E perche', quando arriva il dolore
Tutto sembra cosi' inutile.
Nel mondo tira aria diversa...

La speranza ci rende lucidi
La saggezza spinge avanti
Il mondo aveva peccattori e santi
Adesso e' piu' difficile.
Perche' rinunciare? Perche' adeguarsi?
Basta quel poco, quel tutto.
Sempre invisibile il pianto
Della rivelazione.
Scintilla. Brilla
La stella ubriaca.

E io sogno un altro mondo possibile.
Mi basta per ora. Mi piace il simbolismo.
E tu fai parte di un mondo diverso.
Lontano, forse vicino. Intanto impossibile.
Non capiremo mai, non e' cosi' semplice
il gioco.

Silenzio. Scoppia un riso.
Pensiero fermo in piu'. Bollicine sparse nell'universo.
Silenzio.

Rosa dei venti (hic sunt leones)

"Sono matto solo a nord nord ovest; quando il vento viene da sud, distinguo un falco dall'airone."

La bussola non serve per distinguere le parole di Shakespeare.
Nessuna carta geografica indica il nord del rispetto, il nord nord ovest della cortesia, il sud dei giochi soprattutto nei tempi di scirocco e colera.
Non è bello guardare i fiori recisi, i venti recisi ancora meno. Chissà cosa direbbe Ariel? ( Sì, Shakespeare, stasera ce l'ho con te).

Anche i Romani antichi sapevano bene: i leoni feroci si lasciano in pace. Meglio terra incognita che morte sulla terra di nessuno. E per nessun motivo, morire, senza sognare, così, per capriccio. Perché qualcuno ha deciso. Ma chi potrebbe mai fare la scelta per me?
I leoni non scelgono, non ragionano..mangiano..è semplice.

Guarda la carta del mondo, tanti colori, tanti nomi, e l'azzurro dominante..attraente, facile da dipingere..
La linea e le regole, tutto così fragile. La Via Lattea non legge le carte geografiche. La stella non conosce destra, sinistra, e altre sciocchezze. E quando piango, non mi salva il fazzoletto di Desdemona.
Il resto è silenzio. Non sono il mio forte le citazioni. E' passato troppo tempo.

Credevo nella saggezza dei vecchi maestri, ora mi fido delle mie parole. Ho paura di scrivere che sono una scrittrice, che scrittrice sono se rimango senza parole davanti i gesti che distruggono le carte geografiche, che fanno un deserto dal mio mondo, dal mio cuore.

Non si può avere tutto. Nessuno è perfetto. La vita non è giusta.
E lo so.
Lo sanno in milioni.
Ma non cambia nulla.

La conoscenza non ci rende felici, solo consapevoli..
E' una dura scelta.
Senza la tenerezza delle promesse mai fatte, delle parole mai scritte, dei sentimenti fini..non avrebbe senso niente.
E allora perché scrivo?
Già. Domanda a posto.
Qui potrei anche citare "essere o non essere" ma lascio Shakespeare in pace.
Crudele. Fiore morto. Secco. Coltello preciso. Incisione da paura.
Carta geografica a pezzi.
Si calma il vento.
Parole mie.