The birth of a poem...

The essence of very tiny detail, like a carefully placed comma, or an invisible sigh of admiration, distilled into dewdrops sliding over the long green leaves that protect tulips from overexposure, redeeming the beautiful bold color and adding a dimension of its own.

Then letting it go into thin air, like a weightless particle,arriving in far-away places, like a carefully thought-out idea, a blissful singular event, a flash of infinitesimal brightness, arriving at noon, completely negating shadows and at the same time completely absolving them.

The reign of calm arrived with these words and it is here to stay...



Wednesday, November 25, 2009

Riflessione

E se fossimo noi le proiezioni delle ombre da una sorgente di luce?

Se quello che si chiama corpo, pelle, ossa, carne..fosse soltanto un bordo sfumato delle idee su di noi. Di quello che vogliamo riflettere sulla superficie dello specchio, che non perdona alle ombre, stretto e liscio come il tempo. Complici del flusso irreversibile.

 

E se scrissi un libro dove ci siamo tutti noi, vecchi, giovani, passato, presente, futuro, sarebbero le parole vive per tutti noi o il mio ritratto che darebbe vita alla finzione, al narrativo?

 

Qual è la differenza? Dove finisce il sogno e comincia la veglia? Quello spazio sublime che ci chiede di dargli un nome, un posto, una classifica, una categoria, così diventa presentabile, decente, razionale.

Faccio liste prima di dormire, elenco delle cose che mi piacciono, che ricordo nel bene, nel male, distinti dalle altre cose che rimangono fuori dal bordo del mio quaderno notturno.

Nel sogno dimentico l’ordine e dimentico quasi tutto. Scelgo io i complici e andiamo tutti insieme alla faccia delle categorie, delle classifiche e i costumi, alla faccia a chi ci vuole male.

Non so perché ma nel sogno spesso vedo il male, non so da dove viene, mi sveglio sempre nel mondo dove sono amata.

Come ombra, come guerriera indomita di un  romanzo, come riflessione, non saprei.

Scendo dalle montagne della filosofia e lascio il lupo al suo richiamo della luna piena.

La luna trova il suo posto spesso tra le pagine del mio quaderno.

In fondo lei non nega la confusione alle ombre.

Posted via email from biljana's posterous

No comments: